Perché presentare un evento è come fare jazz

Trovare l’armonia: la connessione tra il presentatore di eventi e il musicista jazz

«Un bell’assolo jazz è composto dall’1% di magia e per il 99% da cose che sono spiegabili, analizzabili, categorizzabili, fattibili»

Mark Levine, The Jazz Theory Book (1995)

Presentare un evento e suonare musica jazz possono sembrare attività completamente diverse. Eppure le due cose sono accomunate da alcuni elementi.

Elimino subito il dubbio: non si tratta dell’improvvisazione. Questo è un aspetto essenziale del jazz, ma in genere il presentatore improvvisa solo in casi d’emergenza. Le due discipline sono simili in altro: collaborazione, ritmo e… ricerca della magia!

Collaborazione ed essere parte della band

Sia fare il presentatore che suonare jazz richiedono un forte senso di collaborazione. Nel jazz, i musicisti si uniscono per creare un suono coeso, ogni musicista contribuisce con le proprie abilità e il proprio stile unici. Allo stesso modo, il presentatore fa parte di un team che comprende organizzatori di eventi, relatori, artisti e personale tecnico. Il suo ruolo è riunire tutti questi elementi e creare un’esperienza che scorra in modo fluido per il pubblico.

Proprio come in un gruppo jazz, dove l’attenzione è rivolta al suono collettivo piuttosto che alla celebrità individuale (con le dovute eccezioni, naturalmente), un presentatore deve capire che il suo ruolo è quello di supportare e valorizzare l’evento, non certo di rubare la scena. Si tratta di far parte di qualcosa di più grande e di creare un’atmosfera che permetta agli altri di brillare.

Tenere il ritmo

Il ritmo gioca un ruolo cruciale sia nella conduzione di eventi che nel  jazz. Nel jazz, la sezione ritmica pone le basi per l’intera performance, fornendo un ritmo costante che mantiene i musicisti sincronizzati. Allo stesso modo, il presentatore è responsabile del ritmo dell’evento, fa in modo che le transizioni tra i segmenti siano fluide e che il pubblico mantenga l’attenzione.

Proprio come un batterista o un bassista jazz, il presentatore gestisce il ritmo, sa quando presentare relatori o artisti e come dosare la giusta energia durante l’evento.

Usare i “licks” e tenere alta l’attenzione del pubblico

Nella musica jazz, i “licks” sono brevi frasi o modelli melodico che vengono spesso utilizzati come forma di improvvisazione. Sono una parte essenziale del vocabolario di un musicista jazz, poiché gli consentono di esprimere la propria individualità all’interno della struttura di una canzone. Allo stesso modo, un presentatore può usare quelli che chiamo “licks verbali”, cioè delle frasi caratterizzanti che incuriosiscano il pubblico e aggiungono un tocco di stile personale alla conduzione.

Sia i musicisti jazz che i presentatori comprendono l’importanza di tenere alta l’attenzione il pubblico. Nel jazz, i musicisti puntano spesso ad affascinare la platea con colpi di scena inaspettati, facendo in modo che non si distraggano mai. Allo stesso modo, i presentatori possono usare un tocco brillante nella narrazione (perché sì: presentare è spesso narrare) per tenere il pubblico sempre con sé.

La ricerca della magia

Anche se fare il presentatore e suonare jazz sono entrambe professioni appaganti di per sé, c’è sempre il desiderio di creare qualcosa di magico.

Mark Levine, grande musicista ed educatore jazz, ha scritto che «un bell’assolo jazz è composto dall’1% di magia e per il 99% da cose che sono spiegabili, analizzabili, categorizzabili, fattibili». Direi che questo può essere applicato anche all’attività del presentatore.

Il compito di un presentatore è far svolgere l’evento senza intoppi, mantenere l’attenzione del pubblico e fare in modo che tutti gli obiettivi dell’evento siano raggiunti. Tuttavia, al di là degli aspetti tecnici, c’è un elemento intangibile che caratterizza un buon presentatore: la capacità di creare magia. È quel legame speciale con il pubblico, quei momenti di spontaneità, quella capacità di evocare emozioni che fanno davvero ricordare un evento.

In conclusione, anche se presentare un evento e suonare musica jazz possono sembrare mondi diversi, hanno in comune alcuni elementi come la collaborazione, il ritmo e la ricerca della magia. Che si sia sul palco a suonare con una jazz band o si stia conducendo un evento, la capacità di lavorare insieme, mantenere un ritmo costante e tenere alta l’attenzione il pubblico sono abilità essenziali.

E proprio come nel jazz, dove l’obiettivo è creare quell’1% di magia, ogni presentatore dovrebbe sforzarsi di andare oltre le aspettative e offrire un’esperienza da ricordare.

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Presentare eventi e suonare musica jazz. Due discipline che hanno in comune alcuni elementi: collaborazione, ritmo e... ricerca della magia!
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Attilio Reinhardt
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